CHI BEN COMINCIA...

Quando mi hanno detto “Simone, ci siamo. Scrivi qualcosa… Ne hai sempre mille da dire, non puoi far partire un blog vuoto! Bella figura fai…” è iniziata la crisi, quella vera.

Mi mancano le parole? No…. Argomenti? Seeee… Motivazioni? Idee? Lessico? Non scherziamo…

Ma come primo articolo si cerca sempre qualcosa che lasci il segno. E’ un’impresa ardua, proviamoci. Quanto meno, faremo un po’ di chiarezza.

Tutti (e dico tutti) i titolari di aziende, imprese o liberi professionisti con cui sono in contatto mi hanno sempre rivolto in maniera più o meno diretta questa domanda: “Ma a cosa serve tutta questa tecnologia?” e di solito, si sono dati anche la risposta in autonomia: “A niente, ecco a cosa serve” “A far campare voi, a aumentare i costi!” “Ma io veroddio che mi chiamo Attilio* (*nome di fantasia) torno alla carta!” “Prima si che si lavorava bene, mica ora con tutti questi “troiai” (passatemi il gergale, via)”.

Bene, ma non benissimo.

Caro Attilio* (vedi nota sopra) ora io vado di la, stacco le spine e torni alla carta, poi se ne riparla tra 15 minuti (forse qualche minuto prima, tanto son sempre qua).

Ma non è questa allegra digressione che porterà me e Attilio al successo nel nostro business. E’ sufficiente affacciarsi al mondo e guardare le figure (non leggere, che già richiede un impegno). Ad aiutarci ci pensa Interbrand, che come ogni anno stila la classifica dei brand più rilevanti dal punto di vista economico a livello globale.

Notato niente? Nelle prime 10 posizioni 7 sono occupate da società legate all’alta tecnologia di cui 5 all’informatica e al web, una alla gestione digitale della logistica ed e-commerce e una alla tecnologia al consumo. Nei primi 10 al mondo. Con un Facebook che ha vissuto la maggior crescita negli ultimi dodici mesi, pari ad un 48%.

Per non parlare delle new entry, oltre al servizio di streaming Netflix, si affaccia Salesforce, azienda di soluzioni crm in cloud computing.

Quindi proviamo a dare una risposta ad Attilio*.

A cosa serve tutta questa tecnologia?

Caro Attilio*, che tu ci creda o no, tutta questa tecnologia è parte integrante della società attuale, nel bene e nel male. Per cui è importante fare in modo che tu provi e riesca ad accettarla e vederla come parte integrante della vita. Questo la renderà sicuramente utile.

Nel privato la tecnologia ha portato enormi benefici sulla qualità della vita (dal comfort, ai servizi a nostra disposizione, alle possibilità mediche) e tante altre cose “ganze”.

E sul lavoro? Beh, lì ancora ho i miei dubbi. Non tanto per la reale utilità, quanto per come le società legate a questo affascinante settore si siano approcciate alle soluzioni: vendita brutale, aziende clienti farcite di ammennicoli tecnologici sfruttati al 10%, investimenti ingenti nell’acquisizione e possesso di infrastrutture megalitiche, banalizzazione delle potenzialità e delle complessità di quanto acquisito, nessuna analisi costo/beneficio e meno che mai sostenibilità di quanto costruito, zero supporto all’introduzione delle tecnologie in azienda… una situazione tragica, al limite del ridicolo.

Ma il bello è che, caro Attilio*, le cose possono e devono cambiare perchè alla fine del capoverso precedente, la risposta poteva essere solamente “A muovere soldi verso i tuoi fornitori” e ne io, ne Lei possiamo e vogliamo accettarla.

La realtà che vedo io è diversa: la tecnologia è un prodotto dell’uomo che, se correttamente accettata, condivisa e conosciuta porta ad un miglioramento delle condizioni di vita (soggettivo nella definizione, ma oggettivo nel risultato, cioè che poi ognuno di noi DEVE poter stare meglio nel proprio quotidiano) ed è una condizione essenziale per vincere nei mercati attuali.

Ma io capisco Attilio*. Lui possedeva i fogli di carta. Li padroneggiava, sapeva leggere e sbatteva sul tavolo di chi non li compilava correttamente. E li consegnava solo a chi voleva, spesso brevi mano. La tecnologia li ha dematerializzati e ha nello stesso tempo ha materializzato la paura di perdita di controllo. Niente di più sbagliato.

La tecnologia è controllo, preciso, puntuale, impietoso. E’ misurare. E’ gestire dati e informazioni, archiviarle, condividerle in modo corretto. E’ analizzare ed avere un potere decisionale che prima era impensabile. E’ accedere alle informazioni da dove voglio, con qualsiasi strumento abbia a disposizione. E’ essere collegato a persone vere, e con loro poter gestire relazioni anche a distanza con una semplicità disarmante. Non finisce qui, ne per noi, ne per Attilio*, ne per te.

16 anni or sono ho avuto una idea, una visione. L’ho portata avanti anche quando nessuno ci credeva, non per caparbietà o per ossessione o per orgoglio. Perchè ogni cosa mi diceva che l’idea era giusta e che, al di là di questo grandissimo tritacarne commerciale che ci vede tutti protagonisti, c’è la necessità di vivere con professionalità, rispetto e con approccio corretto le potenzialità che questo tempo ci offre, siano a vantaggio della propria vita privata o del successo del proprio business.

Non è comprando un nuovo strumento tecnologico che farai il successo della tua attività, ma sicuramente portando dalla tua parte la tecnologia, reingegnerizzando il modo in cui tratti di dati e le informazioni in digitale, integrando gli strumenti che usi tutti i giorni, potenziando le risorse umane che operano per te e sui tuoi sistemi con nuove filosofie ed approcci alla tecnologia, sensibilizzando le tue risorse all’uso strategico e corretto degli strumenti di comunicazione e web (siano essi social, siti web, motori di ricerca, etc…) giocherai una grandissima stagione con ottime possibilità non solo di vincere qualche partita, ma di avere successo in un campionato intero (in Italia almeno un paragone calcistico ci stava, passatemelo).

Perchè la tecnologia non va seguita ne anticipata, ma va guidata esattamente dove porta il massimo beneficio rispetto all’obiettivo che ci poniamo.

Quindi TUTTA questa tecnologia magari non serve, ma LA tecnologia è parte di tutti noi e quella giusta serve a vivere il mondo odierno con consapevolezza e garanzia di raggiungere i propri obiettivi, personali o di business.

E io sono qui per questo, così come le aziende ed i team di professionisti che ho creato. Per voi.

Un saluto e a presto!

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